YOGA E ORTHO-BIONOMY® Un’esperienza comparata

20.01.2026

Alcuni anni fa, ebbi l'opportunità di visitare un centro molto famoso in India, situato vicino a Bangalore, il VYASA (Vivekananda Yoga Anusandhana Samsthana) o Istituto per la Ricerca dello Yoga. È una famosa Università dove studenti da tutto il mondo vengono ad imparare lo yoga principalmente per scopi terapeutici. Per avvalorare i benefici di tali terapie, vengono fatte delle ricerche a livello scientifico. Per esaminare l'efficacia dello Yoga. Per svelare i misteri nascosti dello Yoga. Per applicare i principi e le tecniche dello Yoga utili per affrontare le varie sfide della vita moderna. Per integrare lo Yoga con altre forme di cure come la Naturopatia, Ayurveda, Allopatia e Omeopatia. Di fatto gli studenti sono tenuti a mantenere un inventario dei progressi ottenuti dai pazienti che sono in cura nell'ospedale del Centro. Sicuramente tutto ciò è di grande valore soprattutto per il riconoscimento da parte degli organi statali. Di fatto molti ospedali in India hanno aperto dei reparti dove le varie terapie vengono "somministrate" dai dottori che hanno completato la laurea in questo Istituto. Lo Yoga Therapy è particolarmente efficace per problemi come l'ipertensione, il diabete, problemi di cuore, obesità, mal di schiena, asma, depressione, ansia e anche per alcuni malati di cancro.

In pratica, ai pazienti viene fatta fare una sequenza di vari esercizi giornalieri, che variano da posture fisiche note come Hatha Yoga, a tecniche di respirazione specifiche dal mondo del Pranayama, a metodi di controllo della mente e delle emozioni, come canti religiosi, recitazione di testi sacri e mantra, contemplazioni, e meditazioni. Gruppi di pazienti arrivano all'Istituto e rimangono circa quindici giorni per iniziare le cure. Inoltre ad ognuno viene prescritta una dieta adeguata secondo il problema di cui soffrono.

Seguendo le lezioni dei vari docenti mi sono molto concentrato sugli insegnamenti in cui si presentavano in dettaglio le metodologie usate per le diverse problematiche sopra menzionate. Poi a poco a poco ho cominciato a notare con interesse ancora maggiore, che il mondo terapeutico dello Yoga, come presentato in questa Università aveva molti punti in comune con alcuni dei dettami che sono stati presentati da Arthur Pauls, fondatore dell'Ortho-Bionomy®. Va precisato con molto rispetto che non sto mettendo sullo stesso piano Ortho-Bionomy® e Yoga. La scienza dello Yoga è presente nel territorio Indo-Himalayano da molti millenni, Ortho-Bionomy® soltanto da 45 anni, o da 150 anni se prendiamo l'Osteopatia di Andrew Still come primo riferimento storico. Ma ritengo che sia importante poter ritrovare in altre discipline, specialmente se studiate con una certa sistematicità, degli agganci che diano all'ortobionomista una maggiore consapevolezza di quello che sta eseguendo durante i suoi trattamenti. Questo può essere di aiuto per gli studenti, operatori e insegnanti, perché possono attingere da altre fonti per dare ulteriori spiegazioni riguardo a quelle che sono le finalità dei trattamenti di Ortho-Bionomy®, e anche per capire determinati concetti espressi dal fondatore.

A riguardo bisogna essere coscienti del fatto che le ricerche che vengono fatte nell'Università sono molto più vaste di quelli che sono gli scopi primari dell'Ortho-Bionomy®, inteso come intervento sulla struttura. Che poi si abbiano degli effetti che vanno ben oltre il livello fisico o il dolore specifico a livello strutturale o articolare, lo si può considerare un effetto consequenziale di grande rilievo. È noto che il Dr. Still curava certi suoi pazienti affetti da polmonite con le manipolazioni osteopatiche. Diminuendo le tensioni a livello dorsale e aumentando la capacità respiratoria del paziente, la polmonite veniva superata senza l'uso di penicillina, o altri rimedi farmacologici del suo tempo.

Un punto estremamente importante viene preso in considerazione in VYASA è quello della necessità di ridurre il livello di stress nella mente, che è ovviamente il trigger, o una delle cause di molti malesseri, incluso il mal di schiena, asma, malattie di cuore, e malattie del sistema immunitario.

Un altro fattore è quello di aiutare il paziente ad avere una maggiore consapevolezza del proprio corpo, o dell'organo malato. Per esempio, durante un attacco di asma, quando emettiamo un sibilo particolare, i terapisti Yoga consigliano immediatamente di individuare da dove viene emesso il suono all'interno del sistema bronchiale, e di "concentrarglisi" sopra. Attraverso questa consapevolezza, le pareti bronchiali si rilassano e il paziente ha un miglioramento notevole, quasi immediato. A questo livello mi vengono in mente le tecniche Viscerali per bronchi e polmoni presentate nei corsi di Ortho-Bionomy® che di fatto consistono nell'aiutare il paziente a concentrarsi e a prendere consapevolezza propriocettiva di quella zona che non essendo più elastica ha perso la capacità di eseguire una respirazione corretta. Inoltre, se consideriamo l'atmosfera in cui viene fatta una seduta di Viscerale, ci rendiamo conto che il rilassamento fisico, volontario o involontario che sia, viene stimolato particolarmente per effetto della grande concentrazione che coinvolge sia il paziente che il terapista. Il paziente si rilassa anche per effetto del rilassamento del terapista, fattore indispensabile per entrare in contatto con il "mondo" viscerale.

Uno dei principi operativi fondamentali dell'Ortho-Bionomy® è quello di esagerare quello che si trova. Ora vediamo se e come viene considerato questo fattore nella Yoga Terapia.

Per esempio, il paziente viene iperstimolato in modo da dargli la possibilità di rilassarsi con maggiore efficacia, nel caso fosse un po' troppo iperattivo. In tal modo il paziente può anche essere in grado di controllare in parte i suoi riflessi (condizionati). Ad esempio il Trataka, o fissare lo sguardo su un oggetto, serve ad avere un maggior controllo sul riflesso del battito di ciglia. Aggiungono che avere un maggior controllo su certi riflessi non significa inibirne il libero funzionamento. Comunque dopo una iperstimolazione abbiamo la possibilità di avere un rilassamento maggiore. In Ortho-Bionomy® possiamo fare la stessa cosa usando in modo adeguato stimolazioni isotoniche. Se con taluni pazienti particolarmente iper-vigili abbiamo difficoltà a fargli muovere la zona cervicale, si fanno fare dei movimenti isotonici per "stancare" la muscolatura, e rendere meno controllato il movimento.

Un altro esempio dello Yoga Therapy: se un paziente è introverso, gli fanno flettere la testa, per poi dargli la possibilità di estendersi, stimolando la tendenza all'estroversione. Questo ci ricorda la valutazione del movimento delle cervicali con Ortho-Bionomy® indicante il carattere, o pratico o idealistico del paziente, l'introversione o l'estroversione, tematiche basilari dei nostri caratteri.

Consideriamo l'approccio che viene usato per iniziare un trattamento. Tutto ciò serve per diminuire i riflessi condizionati del paziente (per esempio nei confronti di un dolore), e creare in lui quello stato che nello Yoga si definisce come assenza di paura. Si può ascoltare o cantare musica devozionale per aiutare i pazienti a rilassarsi in un'atmosfera a loro congeniale. In Ortho-Bionomy® si cerca di non aggredire il paziente imponendo la nostra attenzione ossessivamente sulla zona dolorante, specialmente se il dolore è acuto e fastidioso. Si cerca invece di stimolare l'attenzione ad altre zone del corpo più rilassate.

Questo rilassamento basato su una percezione reale e positiva del nostro stato aiuta a ristabilire un efficiente funzionamento del sistema nervoso parasimpatico, e contrastare lo stress endogeno provocato da un sistema simpatico eccitato.

Veniamo ora ad un altro punto di contatto tra le due discipline. Lo Yoga insegna che l'individuo è composto da 5 strati, chiamati koshas, un po' come gli strati di una cipolla. Lo strato più esterno è quello fisico (annamaya kosha). Le problematiche riguardanti l'annamaya kosha vengono affrontate con le posture fisiche di Hatha Yoga, esercizi stressanti e rilassanti, diete particolari, riposo, ecc. Qui troviamo una analogia con le posizioni antalgiche della Fase 4. L'intervento dell'ortobionomista si concentra sulle problematiche fisico-anatomiche, e include esercizi specifici e stimolazioni isotoniche e isometriche.

Tra il fisico e la mente si trova lo strato chiamato pranamaya kosha, o corpo bioplasmico, che si occupa in modo particolare della respirazione, o energia vitale pranica (non traducibile dal sanscrito). Portando maggiore respiro ad una zona dolorante della annamaya kosha, la si aiuta a rilassarsi e la si energizza. E se la mente, manamaya kosha, è troppo agitata, allora la si aiuta con la respirazione lenta o ritmata, con certi tipi di concentrazioni. Quindi lo strato pranico agisce da ponte tra il mondo fisico e quello mentale. Analogamente con Ortho-Bionomy® attraverso la Fase 5 portiamo l'attenzione sul movimento energetico intrinseco al corpo, il pranamaya kosha, e aiutiamo il paziente a sbloccare certi schemi energetici in modo naturale, attraverso un ascolto più interiore.

Va sottolineato nuovamente che Yoga Therapy ha come scopo di base quello di rilassare la mente (manamaya kosha), dato che è dalla mente che partono tutti i fattori di stress e di conseguenza si genera dolore sul piano fisico. Si tratta in primis di ridurre la velocità del pensiero, specialmente se il pensiero è ossessivo e ripetitivo. Una volta che il pensiero si è calmato si possono affrontare le problematiche più in profondità. La superficie è calma ed ora il fondo diventa più identificabile. In tal modo si può osservare con maggior attenzione quello che si è depositato sul fondo, che nella mente rappresenta la memoria, l'inconscio, il deposito delle esperienze, "chitta" in sanscrito.

Stress nello Yoga Therapy significa velocità eccessiva e squilibrio. Essenzialmente ha origine a livello mentale ed emotivo. In sanscrito si chiama Adhi. Esso filtra verso i livelli più grossolani o fisici creando disequilibri nei livelli pranici e infine nei livelli fisici si manifesta come reazione da stress. Protratti nel tempo, le reazioni da stress nel fisico inducono malattie (chiamate Viadhis). Finché gli squilibri non sono risolti in tutti i livelli, non si può sfuggire allo stress e ai suoi pericoli. Per questa ragione tramite Ortho-Bionomy® si cerca di riallineare i vari livelli, per risolvere i vari squilibri. In una seduta di Ortho-Bionomy® questo si verifica quando si entra in contatto con il cranio e la parte aurica (emanazione elettromagnetica) della persona, ossia quando un contatto con il corpo non è particolarmente efficace.

Yoga e Ortho-Bionomy® sono entrambe discipline, e questo implica che l'enfasi di base è sull'evoluzione del terapista più che sul risultato del trattamento. Quando lo stato mentale del terapista sarà calmo e sereno, anche la terapia avrà quel tipo di qualità. In questo senso lo Yoga fa si che anche gli ultimi due strati, Vijñanamaya kosha e Anandamaya kosha, intelletto e stato di beatitudine, siano privi di conflitti e non influiscano sugli altri tre. Per esempio una mamma era molto rilassata nei primi tre livelli, ma continuava ad avere mal di schiena. Mentre raccontava di sé veniva fuori un certo risentimento per il fatto che il figlio, che lei ha cresciuto con amore e affetto, dopo il matrimonio la trascurava. Allora il problema era a livello di accettazione intellettuale, non riusciva ad accettare il cambiamento di suo figlio e a lasciarlo libero. Una volta che le è stato fatto capire che non doveva pensare in quel modo e che il suo amore doveva lasciare libero il figlio, (è stato possibile affrontare questo argomento solo dopo una settimana di terapia), quella madre si è riconciliata e il dolore alla schiena è sparito. Attraversando i vari kosha, quando si arriva a quello della beatitudine, Anandamaya Kosha, lo si mantiene praticamente agendo senza agire, o Karma Yoga, dove non c'è più un senso di azione, ma gioia nell'azione, senza un agente egoico. È il principio del Wu Wei taoistico e della Fase 7, la presenza del testimone.

Ritornando al fisico, vediamo come trattano il mal di schiena con Yoga Therapy. Il loro programma ha tre obbiettivi: rilassamento muscolare, incremento della forza muscolare e aumento della flessibilità. Una terapia con Ortho-Bionomy® si propone lo stesso traguardo.

Considerano che quando abbiamo spasmi muscolari volontari si verifica un irrigidimento dei muscoli. La velocità della mente aumenta e ci contraiamo. I muscoli che si contraggono di più sono quelli che per ragioni anatomiche sono già in uno stato di semi contrazione, principalmente quelli intimi della colonna vertebrale che hanno la funzione di sostenere la schiena in posizione eretta. Quindi sono i primi a essere esercitati. Materassi morbidi e divani soffici sono dannosi perché rendono debole la muscolatura, non essendo stimolata da una superficie dura.

Gli esercizi consigliati: Shivasana con le ginocchia piegate e piedi distanti, Pavana Mukta, uno stretching a ginocchia piegate. Si contrae e si rilassa, si contrae e si rilassa. Si permette che si crei movimento nell'articolazione. Yoga Therapy porta l'articolazione al punto più estremo dove comincia il dolore, mantiene quella posizione, e poi rilassa gradualmente. Usano in modo diretto il respiro, con vari esercizi di Pranayama per equilibrare i due canali, corrispondenti al Simpatico e Parasimpatico, per ridurre gli spasmi muscolari. Respiro addominale profondo emettendo il suono AAAAA portandolo verso la schiena.

Quindi per concludere, è molto importante a volte, anche mentre stiamo sviluppando una disciplina, osservarne delle altre, le loro tecniche e modalità, per poter comparare le procedure e migliorare le nostre stesse tecniche. Per me è stato interessante incontrare una situazione in cui lo Yoga non era insegnato e presentato da persone qualunque, come in molti centri Yoga qui da noi e pure in India, ma che ogni cosa era avvalorata da studi e verifiche che veramente danno a questa disciplina una dignità che nel mondo moderno e scientifico forse le viene troppo a mancare.

Per essere efficienti in uno sviluppo dei potenziali evolutivi e di risveglio proposto dalle pratiche yogiche, sono quattro le qualità fondamentali da coltivare: l'attenzione costante su un punto o concentrazione per un lungo periodo di tempo, la compassione o attenzione altruistica, la devozione verso un aspetto o entità superiore, e la trascendenza come elemento indivisibile della nostra essenza, all'interno della quale possiamo trovare quello stato di pace che i grandi Maestri hanno indicato. Trovo che siano delle qualità desiderabili per chiunque si senta di intraprendere il cammino dello sviluppo delle capacità terapeutiche, che sia lo Yoga, o qualsiasi terapia alternativa incluso Ortho-Bionomy®.

Alex Lattanzi – operatore e docente di Ortho-Bionomy®